Storia della città Modena

Anticamente fu una colonia romana nominata Mutina e dal 1598 fu per diversi secoli capitale del ducato degli Este (fino all'annessione nel 1859 all'entità statale che due anni dopo prese il nome di Regno d'Italia) ed è un'antica sede universitaria ed arcivescovile.

Il Risorgimento fu particolarmente appoggiato dai Modenesi, come Ciro Menotti e i numerosi gruppi mazziniani e carbonari della città che votarono compattamente per l'Unità d'Italia nel 1860.

Tra fine Ottocento e inizio Novecento l'Emilia (e in particolare la provincia di Modena) divenne un baluardo socialista prima e comunista poi. Il fenomeno dell'occupazione delle terre fu molto forte e si scontrò con la violenza fascista.

Dopo il settembre 1943, Modena e i suoi comuni dovettero sopportare distruzioni, massacri, saccheggi, umiliazioni ad opera degli occupanti tedeschi e della milizia fascista.

Negli anni del dopoguerra Modena conosce col boom economico un periodo di benessere senza precedenti.

Il successo della città è legato soprattutto all'affermarsi di piccole industrie dai prodotti unici al mondo, come Ferrari o Maserati o Panini, o come i poli ceramico di Sassuolo, tessile di Carpi e biomedicale di Mirandola, e alla valorizzazione dei prodotti tipici della regione.

 

(fonte it.wikipedia.org)

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